Per incutere coraggio a Paola che fa i rilievi nel casale disabitato
della “Commenda” a Montefiascone
E’ chiamata la Commenda
da 'na tragica vicenda
che creò tanto scalpore
lì ci sta er commendatore
che è 'n fantasma pacioccone
con il sigaro e il pancione;
qui lui sconta
la sua pena
trascinando una catena
che sbattendo le sue maglie
fa rumore di ferraglie.
Nel meriggio si ripara
riposando in una bara;
la figura appare fosca
ma non fa male a 'na mosca;
Si l’offendi sì s’incazza,
te malmena, te strapazza,
de sicuro te spaventi
quando lui digrigna i denti
ma si poi chiedi perdono
ridiventa bono, bono.
Perché, in fondo, le sue dojie
son dipese dalla mojie
che
fedigrafa e 'ntrigrante
l’ha ammazzato, co' l’amante.
E pe' questo…. adesso…. ecco,,,,,
je dispiace d’esse' becco!!
e perciò tutta la
notte
sale e scende nelle grotte
Tutta notte scende e sale
sulla torre e per le scale
e risoneno le arcate
pe' le macabre risate:
non sopporta più le gonne
odia ormai tutte le donne
l’avversione è scaturita
dai suoi casi della vita.
Quanno viene la matina
se
rintana giù 'n cantina
poi si chiude in una botte
e riesce a mezzanotte
per rifare foco e fiamme
ed il solito bailamme.
Ma non devi
ave' paura
stai tranquilla, vai sicura
se lo tratti con le bone
è 'n fantasma pacioccone.
E t'accorgi ch’egli è solo
un bianchissimo
lenzolo
fresco, fresco de bucato
de Marsijia profumato.
25 febbraio 2005