Siam riuniti qui in famiglia
come sempre, in ogni anno
per brindare a nostra figlia
che festeggia il compleanno.

Smucinando nel passato
ripensando ai sentimenti
che ci hanno dominato
veramente ti sgomenti:

sembra ieri, che Simona
tormentava coi capricci,
anche se timida e buona,
con in testa quattro ricci

Ventott’anni son passati
ché di giugno è il giorno 20:
son rimasti inalterati
tutti quanti i sentimenti

ci sta sempre l’apprensione
ci sta sempre il vero affetto,
una grande comprensione
e reciproco rispetto:

Le paure e i grossi affanni
che ti credi son passati?
anche se passano gli anni
tutti quanti so’ aumentati.

Ora chiudo la poesia
che mi frulla per la testa
perché la malinconia,
non disturbi il dì di festa

con le mie elucubrazioni
chiedo scusa se vi secco
via... facciamo libagioni
con tartine e con prosecco!!

“Cento giorni come questo!!”
ti auguriamo tutti in coro;
accontentati del gesto
dal contesto dei Santoro.

Non ti vedo soddisfatta...
ma l’augurio vien dal cuore!...
Tu con l’occhio d'una matta,
con un poco di livore,

mentre si empiono le pance
ti rivolgi ai commensali:
“Basta, insomma con le ciance!
e scucite li regali".

20 giugno 1997


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