Un bel giorno, di Marida
risuonarono alte grida
che la man s’era scottata
con dell’acqua assai scaldata.

Le sue urla laceranti,
i lamenti alti e assordanti
fan venire il vicinato,
ansimante e spaventato.

Sta Marida, la tapina,
nel bel mezzo alla cucina
e, facendo un gran baccano,
ella mostra la sua mano,
sgocciolante e abbruciacchiata,
tutta gonfia ed arrossata.

Per curare la ferita
sulla palma e fra le dita
ci vuol l’olio e la patata,
il cerotto e la pomata.

Passan liete alcune ore
e sparisce ogni dolore;
sol rimane una vescica,
che da lì pare che dica:
“Cara mia, non esser mesta
fai le cose con più testa!”

Febbraio 1945


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